9) Tillich. E' possibile una sintesi tra filosofia e teologia?.
La possibilit di riconoscere alla teologia un posto tra le
scienze poggia sulla considerazione che tutto il sapere umano si
radica nell'assoluto. L'autore ripercorre in questa pagina il
proprio itinerario al confine tra filosofia e teologia, che gli ha
reso possibile riguadagnare nella modernit quella unit del
sapere che  stata la grande eredit dello spirito medievale.
P. Tillich, Sulla linea di confine.

 Chiunque si trovi sul confine tra teologia e filosofia deve di
necessit sviluppare una chiara concezione della relazione logica
esistente fra di esse. Tentai di far questo nel mio libro Das
System der Wissenschaften [Il sistema delle scienze]. Il mio
interesse fondamentale riguardava questi problemi: Come pu la
teologia essere scienza nel senso di Wissenschaft? Quali sono le
relazioni tra le sue varie discipline e le altre scienze? Qual 
l'aspetto specifico del suo metodo?.
Risposi classificando tutte le discipline metodologiche come
scienze del pensiero, dell'essere e della cultura; affermai che il
fondamento di tutto il sistema delle scienze  la filosofia del
significato (Sinnphilosophie); definii la metafisica come il
tentativo di esprimere l'incondizionato in termini di simboli
razionali e la teologia come metafisica teonoma. In questo modo
tentai di conquistare un posto per la teologia nella totalit
della conoscenza umana. Per il successo di questa analisi 
necessario presupporre il riconoscimento del carattere teonomo
della conoscenza stessa; vale a dire noi dobbiamo comprendere che
il pensiero  radicato nell'assoluto come fondamento ed abisso del
significato. La teologia ha quale oggetto esplicito ci che  il
presupposto implicito di tutto il conoscere. Cos teologia e
filosofia, religione e conoscenza, si comprendono a vicenda. Alla
luce della posizione di confine, questa appare come la loro reale
relazione.
Quando la filosofia esistenziale fu introdotta in Germania,
compresi in modo nuovo la relazione fra teologia e filosofia. Le
conferenze di Heidegger a Marburg, la pubblicazione del suo Sein
und Zeit [Essere e tempo] ed anche la sua interpretazione di Kant
furono significative a questo proposito. Sia per i seguaci che per
gli avversari della filosofia esistenziale, il lavoro di Heidegger
fu il pi importante dopo le Logische Untersuchungen [Ricerche
logiche] di Husserl. Tre fattori contribuirono a farmi accettare
la filosofia esistenziale. Il primo fu la mia profonda conoscenza
dell'ultimo periodo di Schelling, nel quale egli deline la sua
filosofia dell'esistenza in risposta alla filosofia dell'essenza
di Hegel. Il secondo fu la mia conoscenza, anche se limitata, di
Kierkegaard, il vero fondatore della filosofia esistenziale.
L'ultimo, infine, fu il mio entusiasmo per la `filosofia della
vita' di Nietzsche. Questi tre elementi sono presenti anche in
Heidegger. La loro fusione in un misticismo soffuso di
agostinianesimo rende ragione del fascino della filosofia di
Heidegger. Gran parte della sua terminologia si ritrova nella
letteratura dei sermoni del pietismo tedesco. La sua
interpretazione dell'esistenza umana implica e sviluppa, anche se
non intenzionalmente, una dottrina dell'uomo che  in fondo una
dottrina della libert e della limitatezza umana. Essa  in cos
stretta relazione con la interpretazione cristiana dell'esistenza
umana che si  costretti a definirla `filosofia teonoma' a
dispetto dell'accentuato ateismo di Heidegger. Sicuramente non 
una filosofia che presupponga la risposta teologica al problema
della limitatezza umana e poi la spieghi in termini filosofici.
Questa sarebbe una variante dell'idealismo e l'opposto di una
filosofia della esistenza. La filosofia esistenziale pone in modo
nuovo e radicale la domanda la cui risposta viene data in nome
della fede, in teologia.
Queste idee, che sviluppai nelle mie conferenze all'universit di
Yale, condussero ad una pi netta distinzione fra teologia e
filosofia di quanto avesse fatto la mia precedente filosofia della
religione. Ma non ho mai negato la loro reciproca relazione.
Anche la mia carriera professionale  stata `sul confine' fra le
due discipline. Ricevetti il dottorato in filosofia a Breslavia e
la licenza in teologia e pi tardi il dottorato in teologia
(honoris causa) a Halle. Fui relatore di teologia a Berlino,
professore di scienza delle religioni a Dresda e professore
onorario di teologia a Lipsia, professore ordinario di filosofia a
Francoforte sul Meno, professore delegato di teologia filosofica
allo Union Theological Seminary di New York. Un cambiamento
costante di facolt e tuttavia nessun cambiamento di soggetto.
Come teologo ho tentato di rimanere filosofo e viceversa. Sarebbe
stato pi facile abbandonare il confine e scegliere o l'uno o
l'altro.
Interiormente questa condotta mi era impossibile. Fortunatamente
circostanze esterne si accordarono con le mie inclinazioni
interne.
P. Tillich, Sulla linea di confine. Schizzo autobiografico,
Queriniana , Brescia, pagine 66-69.
